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Atti eccedenti ordinaria amministrazione   versione testuale

 Con Decreto n. 1150/CAN/17 del 29 giugno 2017 il Vescovo ha stabilito che siano questi gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione [allegato: Decreto.pdf]
  1. L'alienazione dei beni immobili di qualunque valore;
  2. L'alienazione di beni mobili di valore superiore a un quinto della somma minima stabilita dalla Conferenza Episcopale Italiana per gli atti di cui al canone 1291 § l;
  3. Ogni disposizione pregiudizievole per il patrimonio, quali, ad esempio, gli investimenti mobiliari diversi da quelli in titoli di Stato garantiti dallo Stato; la concessione di usufrutto, di comodato, di locazione, di diritto di superficie, di servitù, di enfiteusi o affrancazione di enfiteusi, di ipoteca, di pegno o di fideiussione; e comunque la cessione a terzi dell'uso e del godimento, a qualsiasi titolo, di immobili appartenenti alla persona giuridica (compresa l'installazione di antenne per qualsiasi uso); la stipulazione di atti di destinazione;
  4. L'acquisto a titolo oneroso di immobili;
  5. La mutazione di destinazione d'uso di immobili;
  6. L'accettazione di donazioni, eredità e legati;
  7. La rinuncia a donazioni, eredità, legati e diritti in genere;
  8. L'esecuzione di lavori di costruzione, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo, straordinaria manutenzione di qualunque valore;
  9. Ogni atto relativo a beni immobili o mobili di interesse artistico, storico o culturale;
  10. L'inizio, il subentro o la cessione di attività imprenditoriali o commerciali:
  11. La costituzione o la partecipazione in società di qualunque tipo;
  12. La costituzione di un ramo di attività ONLUS;
  13. La contrazione di debiti di qualsiasi t ipo con istituti di credito, persone giuridiche, enti di fatto, persone fisiche (iv i compreso il legale rappresentante dell'Ente), come ad esempio: prestiti, fidi, mutui ecc.;
  14. La sottoscrizione di polizze assicurative di qualsiasi ramo e per qualsiasi importo;
  15. La decisione di nuove voci di spesa rispetto a quelle indicate nel preventivo approvato;
  16. L'assunzione di personale dipendente e la stipulazione di contratti per prestazioni non avente carattere occasionale;
  17. L'introduzione di un giudizio avanti le autorità giudiziarie, i collegi arbitrali e le giurisdizioni amministrative e speciali dello Stato;
  18. Per le parrocchie, l'ospitalità permanente a qualsiasi persona non facente parte del clero parrocchiale.
  19. Tutti gli altri atti che comportino una spesa superiore ai 10.000 (diecimila) Euro.
Si ribadisce che, per porre validamente in essere quanto sopra specificato, è necessaria la licenza (autorizzazione) scritta dell’Ordinario diocesano che viene emessa dopo aver “sentito” il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici. Tuttavia per gli atti il cui valore sia superiore ad € 250.000 ed inferiore ad € 1.000.000 il Vescovo, prima di emettere il decreto autorizzativo, deve ottenere il “consenso” del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici e quello del Collegio dei Consultori (can 1291 e seguenti del Codice). Per gli atti superiori ad € 1.000.000 necessita pure il consenso della Santa Sede.
La licenza dell'Ordinario comporta il pagamento di una tariffa sulla base del decreto n. 419/CAN/17 del 31 marzo 2017.
 

 

LA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE

Quando è necessario ottenere la licenza (autorizzazione) scritta per porre validamente in essere un atto eccedente l’ordinaria amministrazione, il Parroco deve inoltrare la relativa domanda all’Ufficio Amministrativo Diocesano. Detto Ufficio ha il compito di istruire la pratica, di sottoporla all’esame dei vari organismi diocesani (per avere il nulla osta o il consenso) e di preparare il decreto autorizzativo che sarà sottoposto alla firma dell’Ordinario. Dato che il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici di norma si riunisce entro la prima quindicina del mese (con esclusione del mese di luglio e agosto) è necessario che la domanda pervenga all’Ufficio entro l'ultima settimana del mese precedente.
 
Di seguito, per le fattispecie più ricorrenti, si propongono i fac simile di domada (in formato Word e pertanto pronti all’utilizzo) da inoltrare all’Ufficio Amministrativo Diocesano con l’ indicazione degli allegati da produrre per un puntuale ed esaustivo esame della pratica.