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Stemma   versione testuale

 Lo  stemma  scelto  da  mons.  Andrea  Bruno Mazzocato  vuole  esprimere  il  mistero  di  Dio  con gli  uomini  e l’esperienza  del  Vescovo,  chiamato  a servire la Chiesa, Sposa di Cristo, come Successore degli Apostoli. 
 
La  parte  superiore  si  riferisce  alla  tradizione ecclesiale  aquileiese  che  è  all’origine dell’Arcidiocesi di Udine: sono raffigurati, infatti, i santi  martiri  aquileiesi  Ermacora  e  Fortunato  e l’aquila  gialla  in  campo  blu,  emblema  del 
Patriarcato. 
 
La  parte  inferiore  rappresenta  la  realtà  umana dove, da un lato, sullo sfondo rosso, le quattro sfere simboleggiano i punti cardinali (la terra) e dall’altro,  sullo  sfondo  argento,  il  pastorale  e  la  lampada  stanno  a  significare  i  compiti 
fondamentali del pastore: la guida del gregge all’ovile di Cristo e l’annuncio della Parola di Dio, luce che illumina la via che porta all’incontro con il Risorto.
 
La realtà divina e quella umana sono idealmente unite dall’arcobaleno, simbolo dell’alleanza tra Dio e gli uomini;  tale alleanza si  realizza pienamente in Gesù Cristo,  rappresentato dalla goccia d’olio, per indicare che egli è il Messia, l’Unto di Dio. La goccia, inoltre, indica il crisma con  cui  vengono  consacrati  i  ministri.  A  completamento,  le  dodici  stelle,  richiamo  di  Maria, mediatrice della grazia divina. 
 
Lo sfondo simbolico di questo insieme è lo scudo, immagine cara a san Paolo, per esprimere la fede, la quale spegne “tutti i dardi infuocati del maligno” (Ef 6,16). 
 
Il motto Pro vobis, in Christo, ministri dice la volontà del nuovo pastore di essere ministro di Cristo, annunciatore del suo Vangelo di salvezza, custode e dispensatore fedele dei misteri di Dio. 
 
Le insegne arcivescovili prevedono il galero (il cappello) con quattro file di fiocchi, il tutto di color  verde.  Per  un  privilegio  particolare  dell’Arcidiocesi  di Udine,  in  quanto  erede  della tradizione patriarcale di Aquileia, viene aggiunto l’interno di color “rosso patriarchino”. Infine, poiché l’Arcivescovo è Metropolita lo stemma viene fregiato del pallio, ovvero una striscia di stoffa  di  lana  bianca  con  quattro  piccole  croci  nere  che  il  Metropolita  indossa  durante  la celebrazione eucaristica.